Anderegg - Anomia (Apestaartje, 2003)
Loam - Terra Obscura (Top Score, 2003)

Davanti ad una coppia di dischi così non è più possibile pensare che la musica elettronica sia senz'anima: per gli scettici l'ascolto di queste due meraviglie sarebbe senz'altro un toccasana.
Anderegg è il progetto di Brendon Anderegg che, avvalendosi di strumentazione classica come chitarra, violoncello, rhodes, clarinetto affiancata da computer, nastri, elettronica varia, strumenti giocattolo e pure field recordings, registra undici brani per quasi un'ora di musica in pieno stile Apestaartje: come già in Colour And Pattern, il suono dell'etichetta resta omogeneo seppure ogni artista mantenga il proprio stile, come solo nelle migliori label può accadere. Nello specifico il suono di Anderegg è come perso in un territorio tra l'ambient acquatica ma mai banale, con suoni superlativi e il glitch più dolce, composto da blips zuccherosi che attraversano le composizioni: insonorizzazioni eteree e coinvolgenti, che potrebbero pure strappare una lacrima ai più sensibili. Un disco che ha dell'eccezionale.
Diverso il mood di Terra Obscura, infatti Jim Warchol aka Loam ha un immaginario molto più cupo; Jim basa le sue composizioni sul suono elaborato al pc della sua chitarra (ha militato come chitarrista nel gruppo Sometime Sweet Susan), su campioni (splendida la track L@dy N My Life, interamente basata su samples dall'omonima canzone di Michael Jackson) e sulla registrazione di suoni d'ambiente (di tutto, pure il suo cane nella magnetica Middle Inlet): il risultato è un magma sonoro scuro e ripetitivo davvero coinvolgente, in cui il loop la fa da padrone assieme a riverberi vari e ritmiche semplici ma talmente effettate da sembrare distantissime. Per chi è decisamente in vena di ascetismo e non ha assolutamente voglia di sorridere sarà un'ora molto interessante e catartica.


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