A Modern Safari - S/T (Loveboat, 2002)
Era il 1996, o giù di lì, quando al vecchio CSOA Zapata col mio gruppetto punk (ai tempi ci chiamavamo "'Til It Kills", se non ricordo male) aprimmo al concerto dei Colonna Infame Skinhead. "Il gruppo del Petralia", sapevamo, e poco di più. Mi ricordo che nella band c'erano anche due gemelli. E che costoro durante il soundcheck accennarono, mi sembra, Fade To Black dei Metallica. Per chi non lo sapesse i CIS erano e saranno sempre la migliore band metal-oi (sxe) italiana. I due gemelli (all'anagrafe Daniele e Simone Marini) militarono successivamente in altre band tra cui vale la pena di ricordare almeno i Timebomb, vecchia (hc sxe abbastanza militante) e nuova (dc-style di ottimo livello) versione. Questo ad indicare uno strano (ma condivisibile, almeno dal sottoscritto, anche se i puristi hc della prima ora stanno storcendo il naso) cambio di gusti, o se non altro di direzioni musicali, perché il disco degli A Modern Safari è un disco incredibilmente pop, raffinato, dolce, ma Pop, con la P maiuscola, non immediatissimo (richiede una certa attenzione, per cogliere tutte le sfumature, tutte le virgole che con semplicità fluttuano nell'aria insieme ai suoni). I Karate meno cervellotici (anche se qua e là spuntano gli assolini jazz di scuola Fariniana), l'indierock cantautorale del miglior Pedro The Lion e dei Van Pelt unito all'orecchiabilità (e, perché no, ad alcuni suoni) degli U2 del periodo in cui Bono aveva ancora quell'orrendo mullet. C'è anche chi ha sentito un po' di American Analog Set qui dentro, e ci stanno tutti. Un disco che ricorda un sacco di cose, ma che fai fatica a mettere a fuoco esattamente come quelle immagini sbiadite nella memoria delle estati di tanti anni fa, e ti lasci cullare da quello che ti sembra il tuo ricordo più bello, anche se per forza non è quello vero, ma spesso è come vorresti che fosse. |