Alibìa - S/T EP (DFV, 2001)

Tra le realtà emergenti nazionali ci sono i campani Alibìa, band di cinque elementi dedita ad un pop-rock melodico e sensuale, aperto a nuove sonorità grazie ad un utilizzo ben dosato dell'elettronica. Il risultato finale è senz'altro interessante, ma forse pesa troppo la somiglianza con i nostrani Scisma: una registrazione ed una produzione assolutamente perfette valorizzano pienamente un suono che infatti svela simili melodie, simili giochi vocali (tra Massimo e Katja) e addirittura simili testi, basati su quella classica sorta di 'prosa poetica' che tanto assomiglia ad una stentata poeticità. Si tratteggia confusamente un mondo giovanile fatto di sogni e di insicurezze, nella cui "assenza di stimoli" unico appiglio pare essere una sessualità con tendenze addirittura masochistiche ("Vorrei strisciare...provocarmi dolore fino a sentirne piacere" - Fino In Fondo). Se talvolta la forma stilistica sembra funzionare, come nella descrizione di immobilità di un Lunghissimo Istante, altre volte ("La verità è come un riflesso, è solo pura apparenza" - Come Un Riflesso) si cade nella trappola di una filosofia spicciola che non mi convince.
Si staglia decisamente sugli altri quattro brani il singolo Pagine, davvero riuscito ed emozionante in particolar modo nel finale, seppure a tratti ci si trovi a poter cantare "...ascendendo l'aria...". Certi vaghi romanticismi alla Delta V invece, volenti o nolenti, potrebbero persino ricordare quella Se Telefonando scritta nientepopodimeno che dal Costanzo televisivo (brrr...)! Per fortuna, a placare i brividi, ci sono un buon ritmo, una intensità da ricercare più che si può, e chitarre rumorose il giusto per un prodotto di questo genere. A completare la presentazione, una traccia multimediale veramente spettacolare che sottolinea come il lavoro sia stato curato nei minimi particolari (e con una buona dose di narcisismo...).
Le possibilità da un punto di vista commerciale sono evidenti, ed immagino un'ottima resa anche in fase live. Resta da vedere quale strada ora sceglieranno di prendere; lo sapremo non prima della primavera dell'anno prossimo, quando uscirà il loro primo album. Spero ardentemente che non finiscano come i Soon, le premesse per fortuna sembrano migliori.

aggiungi il tuo parere


Alibìa - L'Equilibrio EP (MEG Italy/Compagnia Nuove Indye, 2003)

Ricorderete gli Alibìa, qui già recensiti, che ora ritornano con la solita cura di certi dettagli (AlibìA, con maiuscole e accenti al posto giusto, mi raccomando! Anche se a me suona maluccio...) ed un album di debutto la cui uscita è ormai imminente. In attesa di poterlo ascoltare, ne gustiamo un assaggio con il primo singolo estratto: L'Equilibrio propone, come in precedenza, melodie ricche di sensualità su di uno strato denso di chitarre e di elettronica; la voce di Katja somiglia sempre più a quella di Mara degli Ustmamò ed il riferimento principale restano gli Scisma, come ben evidenzia pure l'altra buona traccia Come Rosso.
Pur non primeggiando in originalità, gli Alibìa perfezionano una ricetta che risulta decisamente gradevole: formazione rock e voglie elettropop, per un mix intenso eppure ballabile, che alterna momenti "forti" ed eterei. Divertente la traccia video, con i nostri autoinvitatisi ad un ricevimento d'alta classe che rivelano, forbici alla mano, come tutti quei figuri elegantoni siano in realtà marionette appese a un filo...

aggiungi il tuo parere


Alibìa - Confini (MEG Italy/Compagnia Nuove Indye, 2003)

Giungono dunque al disco d'esordio gli Alibìa, senza la benchè minima intenzione di allontanare lo spettro degli Scisma. Elettropop languido, morboso e monotematico, in cui il sesso, tra allusioni e ambiguità, la fa assolutamente da padrone: dall'iniziale Perfetto, passando per titoli inequivocabili quali Ancora Nuda o Fino In Fondo, l'argomento è sempre quello, trattato furbamente come un gioco, con molta malizia. Alterazioni colpisce nel segno rivelando fra le sue pieghe ottimi momenti ed un finale emozionante; in Calmo si evocano i primi Elettrojoyce; ma probabilmente tra le cose migliori resta il primo 'scismissimo' singolo Pagine, che emoziona magicamente. Non manca la classica traccia nascosta, discreta ma non fondamentale. Nel complesso Confini è un lavoro ben curato, interessante e godibile, ma possiede evidenti punti deboli: innanzitutto la suddetta forte somiglianza con gli Scisma, e poi quest'eccesso di sensualità, ricercata a forza fino al parossismo; è sin troppo facile giocare col sesso, principale ossessione dei tempi moderni, ma il troppo stroppia ed il gioco rischia di farsi persino fastidioso. "L'equilibrio è sottile", lo dite voi stessi...

aggiungi il tuo parere