Noel Akchotè - Perpetual Joseph (Rectangle, 2003)
Quintetavant - Floppy Nails (Mego, 2003)

Noel Akchotè ha alle sue spalle una carriera enorme, nella quale ha suonato in più di duecento dischi: un numero non da poco, contando soprattutto che lo ha fatto in compagnia di personaggi come David Grubbs, Otomo Yoshihide, John Mc Entire, Fred Frith, Terje Rypdal e moltissimi altri. Questo Perpetual Joseph fa parte di una trilogia (assieme a Alike Joseph e Simple Joseph, sempre su Rectangle) in cui è la stasi a farla da padrona: nei tre dischi la magia che sta dietro al normale passare del tempo sopra i nostri sensi è reso magnificamente, con la semplice registrazione di una chitarra amplificata in una stanza. Non note, ma piccole variazioni sonore e accenni di feedback sono misurati in maniera sorprendente, e compongono tre quarti d'ora difficili ma molto profondi, sempre se avrete l'accortezza di esplorarli con attenzione. Un disco di splendida e immaginifica immobilità.
Per questo disco a nome Quintetavant si sono uniti gli sforzi di cinque artisti francesi molto noti nell'ambito della improvvisazione concreta: tre di loro al nastro magnetico, uno al synth analogico e l'ultimo alla registrazione ed al mix, vero e proprio strumento, dato che Floppy Nails è stato inciso dal vivo in studio. Tra crescendo e momenti di calma apparente, è tutto un tappeto di rumori, suoni, guizzi analogici d'altri tempi, che scandiscono i minuti di questa uscita in solo vinile; su tutto sono però le voci a farla da padrone, distorte, all'incontrario, innocenti o diaboliche... Un vero delirio sonoro, come avrete capito: a termine di paragone sono stati citati Henry e Ferrari, ma tutto ciò che può dirvi il vostro incolto recensore è che paradossalmente, tra una invenzione sonora e l'altra, il disco scorre. E a me, dato il materiale decisamente indigesto, sembra già un grosso risultato...


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