90 Day Men - Too Late Or Too Dead EP (Southern, 2003)

Per il quartetto di Chicago la maturitą era gią arrivata con il precedente To Everybody, sebbene stiano dimostrando un'ulteriore crescita sotto tutti i punti di vista anche con questo EP, antipasto del Panda Park atteso per i primi mesi del 2004. Tre traccie di indierock 'progressivo' (in senso buono): una title track in stile Black Heart Procession pił due strumentali potenzialmente sfruttabili per chissą quali colonne sonore. Il pianoforte, come nel disco precedente, la fa da padrone, disegnando efficaci melodie, arricchite dal solito originalissimo drumming, ormai quasi un marchio di fabbrica per la band. Se le premesse sono queste, non sto pił nella pelle attendendo il prossimo disco.

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90 Day Men - Panda Park (Southern/Wide, 2004)

Lascia spiazzati il nuovo lavoro dei 90 Day Men: se lo scorso To Everybody aveva definito una svolta decisa nel sound della band, dominato ormai da un pianoforte e non pił da chitarre storte e dissonanti (come fu nel debutto), Panda Park si evolve ulteriormente in un post-prog che puzza di muffa gią da lontano, ancora pił di quanto ci si potesse aspettare dall’EP precedente (Too Late Or Too Dead, non a caso il pezzo pił alla To Everybody del disco). I synth si sprecano (When Your Luck Runs Out), il cantato si spinge troppo spesso verso lirismi talvolta eccessivi e retorici (Silver And Snow, che sarebbe anche un bel pezzo, se non sembrasse cantata da qualcuno che cerca di imitare Bowie), un paio di strumentali fin troppo autoindulgenti e poco altro per cui questo disco valga la pena di essere ricordato, seppure nasconda (pochi) momenti effettivamente validi. A questo punto comprate l’EP di antipasto il cui booklet, se non altro, non puzza di liquirizia andata a male come il quello del disco in questione (che di sicuro vince la palma come booklet pił nauseante della storia), al punto dal chiedermi, ad ogni ascolto, che inchiostri infernali abbiano usato per stamparlo.

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