Iquattrocentocolpi - Fagiani In Fiamme (Santeria/Audioglobe, 2002)

Iquattrocentocolpi - nome rubato al film di Truffaut - suonano dal '92 per "diffondere il verbo ska", con riferimenti di base chiarissimi quali The Bluebeaters (vedi Sei Sicura), Skatalites (con entrambe le band hanno, tra l'altro, diviso il palco), e nomi ancor più mitici quali Clash, Mano Negra e primi Casino Royale. Qualcuno li ricorderà per il fortunato rifacimento di Se Puoi Uscire Una Domenica del mitico Gianni Morandi, che ha segnato probabilmente il passaggio a quel che viene da essi stessi definito ska "simpatico".
Iquattrocentocolpi però non sanno in quali mani è capitato il loro CD... Diciamo non esattamente in quelle di un amante del genere, tantomeno nella sua interpretazione italiana, meno ancora nella sua versione estivo-vacanziera e soprattutto simpatica. Sarà questo problema che mi porto appresso da anni - l'incapacità assoluta di 'divertirmi' - che mi impedisce di apprezzare certe cose, che a stento riesco a concepire quali espressioni artistiche. Questa musica per me sta a metà tra la festa di paese ed il villaggio-vacanze, e la cosa non mi esalta per niente, tanto più se viene ad essa associato (e succede spesso, sebbene non sia questo il caso più esemplare) un vago ma distortissimo valore sociopoliticoculturale banalmente legato alle idee di jamaica=libertà=sinistra. La ricetta comunque è quella che potrebbe 'funzionare' (leggi: richiamare grandi folle di ragazzini): il solito noiosetto mix ska-rock-punkettino-rocksteady-reggae ultracommerciale, che potrebbe risultare a tratti anche carino e piacevole, se solo non vi venissero canticchiate sopra canzoncine talmente pietose e leggere da rimpiangere la filosofia da quattro soldi dei Bluvertigo. A meno che, ovviamente, non siate interessati ad ascoltare la storia del barbone Tommi T., che "il giornalaio ormai lo conosce/la moglie è grossa e con le tette mosce/ma per Tommi è una regina/se la sogna ogni mattina"... Ritmo assicurato, comunque (apparentemente sempre lo stesso per ogni canzone, come del resto - lasciatemelo dire - per ogni band di questo tipo), con chitarrina, organetto e sax ben presenti. Tra le cose più apprezzabili, l'inattesa cover di California Über Alles dei Dead Kennedys e la strumentale La Mascherata Della Morte Rossa.
Ovviamente quanto è stato scritto finora non avrà la minima importanza per chi adora questo genere di cose, che troverà (forse) in queste interminabili diciotto tracce quel che desidera: tanto divertimento, appunto, di quello che lascia il sottoscritto - incapace di 'lasciarsi andare', come si dice - con lo sguardo perso nel nulla, una mano in tasca e un bicchiere nell'altra, a contemplare tanta vuotezza.

aggiungi il tuo parere